Giordania · 6 giorni · Amman, Petra, Wadi Rum · 550 € a testa
Sei giorni contati, una macchina ritirata in aeroporto e un itinerario intenso da nord a sud. Questo è il diario giorno per giorno, con i costi veri annotati la sera.
Giorni raccontati
6
Spesa a testa
550 €
Mezzi
Auto a noleggio
Giorno 1
Amman
La nostra Giordania comincia ad Amman. Atterrati la mattina presto, carichi di entusiasmo, abbiamo ritirato subito la macchina che ci avrebbe accompagnati per tutto il viaggio e siamo partiti alla scoperta della capitale.
Amman non era il motivo principale del nostro viaggio, ma vale sicuramente la pena dedicarle almeno qualche ora. Una delle tappe principali è la Cittadella, aka Jabal al-Qal’a, uno dei luoghi migliori anche per osservare la città dall’alto. Sulla collina si possono visitare i retaggi delle popolazioni che hanno abitato Amman, dalle quelle neolitiche, ai Romani, con i loro templi, cisterne, chiese e strutture ancora visibili, e alle più recenti, quelle beduine.
Anche il Teatro Romano, costruito durante il regno dell’imperatore Antonino Pio è un’altra tappa che non si puo’ assolutamente saltare. L’edificio è in centro, facilmente raggiungibile a piedi, ed è ancora in buone condizioni, da farvi subito immergere nell’atmosfera che doveva avere un tempo. Le luci del tramonto hanno reso il tutto ancora più suggestivo. Fuori dal Teatro, troverete una piazza ben curata che anche ora oggi riunisce i locali nella quotidianità di tutti i giorni: commercianti, ragazzini che giocano a pallone, vecchi e signore che si ritrovano per chiacchierare.
Ma la parte che permette davvero di entrare nell’atmosfera di Amman è probabilmente quella dei mercati. Vicino alla moschea di Re Abdullah si trova un souk caotico, rumoroso e pienissimo di vita, dedicato soprattutto a cibo e prodotti di uso quotidiano. Poco distante si può passeggiare anche nel souk dell’oro.
E tra questi souk con il loro trambusto, colori e vivacità abbiamo speso l’ultima parte della giornata, prima di iniziare la missione “ricerca cibo”. Siamo rimasti molto contenti del primo impatto e bottino della ricerca: saportitissime olive, dei pomodori/peperoni ripieni, pane shrak appena sfornato, alcune sfoglie tipiche che avremmo mangiato a pranzo il giorno dopo. Per cena ci siamo deliziati con alcuni assaggi di falafel, offerti dai ristoranti del mercato per vincere la nostra presenza, e dei buonissimi spiedini “kofta” con alcuni accompagnamenti.
Our tips
Giorno 2
Amman → Mar Morto → Petra
Il secondo giorno lasciamo Amman e iniziamo a scendere verso sud. La destinazione finale è Petra, a circa tre ore di macchina, ma il bello di avere un’auto propria è poter trasformare il trasferimento in parte del viaggio. L’obiettivo – il nostro “dot” della giornata – era di arrivare a Petra in tempo per il tramonto e un primo giretto esplorativo.
Noi abbiamo inserito una sosta al Mar Morto. Non sapevamo esattamente né come e dove fermarci e abbiamo improvvisato. Una cosa da sapere prima di partire: trovare un accesso gratuito e piacevole non è così immediato. Esistono alcuni punti di accesso libero, ma bisogna cercarli un po’; l’alternativa più semplice è entrare attraverso uno dei resort, pagando però un day pass che può incidere parecchio sul budget.
Noi l’abbiamo trovato lungo la strada principale. Abbiamo parcheggiato e in 5 minuti a piedi – con una bella discesina – eravamo sulle salatissime rive del Mar Morto, carichissimi per provare questo stravagante bagno. Fun note: c’era taaanto vento e Reb ha dato grande prova di velocità nel cambiarsi e buttarsi in acqua, dove si è poi messa a galleggiare come un pascià!
Poco sopra la spiaggia (ndr. forse più appropriato definirla un mosaico di croste di sale) la struttura, era anche munita di spartanissime docce, ossia dei servizi igienici mobili adibiti a doccia, non calde, ma sufficienti per togliersi via il sale di dosso e darsi una bella ripulita – il tragitto sarebbe stato ancora lunghetto.
Terminata la tappa sul Mar Morto, continuiamo verso sud fino a raggiungere Petra, in tempo per un primo assaggio della zona. Lasciamo la macchina al secondo parcheggio, appena dopo un piccolo ponticello (gratuito, state tranquilli), per addentrarci nell’affascinantissimo Canyon che ci avrebbe portato fino all’iconico palazzo del tesoro – uno spettacolo. Eravamo emozionati, la nostra prima meraviglia del mondo insiemeee.
Tempo di un paio di foto e rientriamo alla macchina con il calare del buio. Non vediamo l’ora di cenare. Rimaniamo piacevolmente sorpresi dalla bontà dell’humus, riso e agnello in yogurt fermentato – il Mansaf – (buonissimo, ma Reb sembra contenta di aver scelto il suo riso con il pollo – Maqluba – altrettanto goloso)
La notte l’abbiamo trascorsa in un hotel con terrazza panoramica a 5 minuti di macchina dall’ingresso di Petra.
Da sapere prima
Trovare un accesso libero e piacevole al Mar Morto non è immediato: qualche punto gratuito esiste ma va cercato. L’alternativa comoda è entrare da un resort, con un day pass che pesa sul budget.
Giorno 3
Petra
Questo è il giorno da non comprimere. Se state costruendo un itinerario di pochi giorni in Giordania, il nostro consiglio è semplice: non sacrificate Petra.
Noi le abbiamo dedicato un’intera giornata, oltre alla piccola spedizione del giorno prima, partendo molto presto. L’idea era iniziare dalla zona di Little Petra, sfruttando il collegamento gratuito dedicato ai visitatori, per poi attraversare progressivamente il sito.
La partenza è all’alba; siamo partiti prestissimo (alle 7:30) dal parcheggio sopra l’entrata principale di Petra, dove una jeep ci ha caricati alla volta di Little Petra. Qui vi si pone una doppia scelta: proseguire diretti fino all’imbocco del sentiero per la grande Petra, entrando dal Monastero, o fermarvi a Little Petra e poi proseguire a piedi o con la jeep seguente.
Il Tesoro è l’immagine che tutti associamo alla Giordania, ma fermarsi lì sarebbe un errore. Petra è vastissima e una parte fondamentale dell’esperienza è semplicemente camminare: tombe, pareti di roccia, punti panoramici e sentieri continuano per chilometri. E poi c’è il Monastero, una delle tappe che secondo noi vale assolutamente lo sforzo.
Noi abbiamo optato per lo stop a Little Petra, circa un’oretta e mezza, per poi proseguire con la jeep seguente – abbiamo fatto pure amicizia con l’autista a suon di sigarette condivise e tecno araba in sottofondo.
Se siete attrezzati, valutate di fare il percorso a piedi, anziché in bici – sono posti spettacolari e Fra era tentatissimo – ma assicuratevi di partire presto e portarvi acqua in abbondanza, il percorso richiede alcune ore.
Prima di tornare al Tesoro, non si può fare un ultimo sforzo e salire dal canyon opposto al Tesoro: non scoraggiatevi dalla fatica, ma prendere il sentiero più lungo per vederlo dall’alto regala un panorama unico. Il sentiero è tracciato e parte dal fianco sinistro delle tombe.
Giornata pazzesca, il sito è immenso e veramente incredibile, un tempo crocevia delle principali rotte commerciali della zona, prima di essere abbandonato.
How much time?
Noi avevamo scelto il Jordan Pass che comprendeva due giorni di ingresso a Petra. Con un itinerario meno serrato, due giornate complete permetterebbero sicuramente di esplorarla con più calma.
Tip: partite la mattina presto per evitare caldo e gente, ne vale la pena!! E assicuratevi quando fate il Jordan Pass di scegliere l’opzione con 2 ingressi/giornate a Petra.
Giorno 4
Petra → Wadi Rum
Dalla roccia di Petra alla sabbia del Wadi Rum: probabilmente uno dei cambi di scenario più belli dell’intero viaggio.
Partiamo da Petra in direzione del deserto, dove abbiamo deciso di trascorrere una notte. Il Wadi Rum non è semplicemente una tappa da vedere: è uno di quei posti in cui vale la pena fermarsi e fare qualcosa.
Jeep tour, trekking, sandboarding, escursioni a cavallo, tramonti nel deserto, cena beduina e osservazione delle stelle: le possibilità sono tantissime. Noi abbiamo scelto anche di viverlo a cavallo, un’esperienza che avevamo inserito fin dall’organizzazione del viaggio.
Durante il nostro giro, di circa 3 ore in movimento, abbiamo visitato Lawrence Spring, the Sand Dune (in discesa correte, divertentissimo) e il Khazali Canyon, dove potrete ammirare delle incisioni rupestri ancora in ottime condizioni. Siamo andati insieme a Wadirumhorse adventure: cavalli tenuti bene e ben curati, guide fantastiche, tutte per noi 2 – super consigliati!!
Dormire nel Wadi Rum significa vedere il deserto svuotarsi progressivamente, aspettare il tramonto e ritrovarsi, qualche ora dopo, sotto un cielo completamente diverso da quello a cui siamo abituati. Una notte, secondo noi, è assolutamente obbligatoria. Noi abbiamo scelto il camp e passato la notte nelle caratteristiche stanze “a bolla”. La sera ci siamo trovati nel tendone centrale, per un tè in compagnia dei lavoratori e degli altri ospiti, per una partita a briscola (vinta da Fra ovviamente – PFFFFFFF!! – Reb in sottofondo dopo averlo letto)
Il nostro consiglio
Una notte nel deserto è il minimo.
Giorno 5
Wadi Rum → Madaba
Lasciamo il Wadi Rum e iniziamo il viaggio di ritorno verso nord. Nel nostro planning avevamo valutato anche Wadi Mujib, le hot springs e altre possibili soste lungo il percorso verso Madaba: il nostro dot di questa tappa. Il Wadi Mujib, in particolare, ci interessava molto, ma nel nostro itinerario avevamo già annotato che le attività possono dipendere dalla stagione e dalle condizioni meteorologiche. Prima di inserirlo conviene quindi verificare le aperture. Nel nostro caso, purtroppo, tutti i possibili sentieri erano chiusi – sono aperti tendenzialmente da inizio primavera fino a fine autunno. La nostra alternativa si è rivelata validissima: le hot springs “Hammamat Ma’in”, lungo la strada per Madaba.

Si tratta di vasche di acqua calda naturale a diverse temperature, dove ci si può fare un quasi rilassante bagno ristoratore – quasi perché l’acqua è davvero bollente (pensate che Reb, normalmente abituata a temperature di doccia decisamente sopra la media, non è riuscita a immergersi completamente).
Nonostante alcune vasche in manutenzione e non accessibili, ci siamo goduti la tappa – anche per le chiacchiere scambiate con diversi locali (i turisti erano veramente pochissimi) che si sono dimostrati accoglienti, calorosi. Continuavano a chiederci se ci fosse piaciuta la Giordania e come ci fossimo trovati.
Abbiamo anche approfittato della tappa per pranzare al volo, con altri snack avanzati dai giorni scorsi, dopo esserci cambiati (la zona è attrezzata con bagni dedicati). Fun fact: nonostante avessimo sciacquato i nostri asciugamani dopo il tuffo nel Mar Morto a inizio viaggio e li avessimo lasciati ad asciugare in macchina al sole, li abbiamo ritrovati COMPLETAMENTE pietrificati dal sale! E pertanto inutilizzabili… Ci siamo fatti una bella risata e fortuna che ne avevamo uno di scorta!!
Piccola nota negativa: da quello che avevamo letto, l’ingresso avrebbe dovuto essere gratuito, ma si è rivelato a pagamento, 10 dollari? La giornata termina a Madaba, scelta strategica anche per essere più vicini all’aeroporto in vista del volo del giorno successivo.
Approfittiamo delle ultime ore a disposizione per una piccola anticipazione di opzioni per la cena e la visita alla cittadina, famosa per i suoi mosaici.
La cena è spaziale anche qui e ci costa pochi dollari. Ovviamente con il nostro immancabile humus, accompagnato da un’ottima grigliata mista, lungo la via principale, posto leggermente turistico, ma dai sapori autentici.
Verifica prima
Le aperture del Wadi Mujib cambiano con la stagione: controllale prima di inserirlo nell’itinerario.
Giorno 6
Madaba → aeroporto
E’ la nostra ultima mattina in Giordania.
Approfittiamo delle ultime ore per visitare le due basiliche con i bellissimi mosaici contenuti al loro interno, e un girettino per negozi alla ricerca di qualche souvenir carino – Fra ha comprato una tazzina da caffè mosaicata super carina (già rotta) e gli hanno regalato una toppa con la bandiera giordana da attaccare allo zaino.
La basilica bizantina di San Giorgio merita davvero – al suo interno troverete, sempre in forma di mosaico, una delle rappresentazioni cartografiche più antiche della Terra Santa e di Gerusalemme, risalente al VI secolo.
La malinconia di fine viaggio si fa sentire durante il rientro in aeroporto. Cerchiamo di non pensarci e facciamo un piccolo bilancio del viaggio – ottimi voti su tutti i fronti.
Sei giorni sono pochi? Sì. Ma sono sufficienti per costruire un primo road trip in Giordania molto completo, soprattutto se si è disposti a muoversi parecchio e non fermarsi troppo.
Il conto finale
Voli 240 €, alloggi 100 €, auto 40 €, benzina 25 €, Jordan Pass 90 €, cibo ed extra circa 55 €. Totale 550 € a persona.
Niente. Nessuna prenotazione cancellata, nessuna macchina scomparsa, nessun piano da rifare. Per una volta il viaggio ha collaborato.
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